Cannabis, Cassazione: “Vietata vendita anche dei derivati ​​se c'è effetto drogante. Basso Thc non vale come scriminante “


De Beste Kwaliteit CBD Olie?

MHBioShop CBD Olie Specialist  


Pour la meilleure qualité d’Huile de CBD Visitez

HuileCBD.be specialist Huile de CBD


A stabilirlo sono le Sezioni Unite della Cassazione nelle motivazioni di una sentenza emessa il 30 maggio scorso in cui stabiliva che la legge consente la vendita esclusivamente dei prodotti elencanti dalla legge 242 del 2016, kom alimenti, fiber e carburanti

di

| 11 Luglio 2019

La coltivazione e la vendita della cannabis e dei suoi derivati ​​è illegale nonostante il livello di Thc presente sia inferiore allo 0,6% indicato nei limiti di legge. A stabilirlo sono le Sezioni Unite della Cassazione nelle motivazioni di una sentenza emessa il 30 maggio scorso in cui stabiliva che la legge consente la vendita esclusivamente dei prodotti elencanti dalla legge 242 del 2016, come alimenti, fibre e carburanti . Così, la Suprema corte fissa i limiti della nuova legge sulla filiera della canapa, stabilendo che resta reato la vendita della cannabis, anche nella sua forma “light” , se “in concreto” ha un effetto drogante.

“La coltivazione della cannabis e la commercializzazione dei prodotti da essa ottenuti, quali foglie, inflorescenze, olio e resina , in assenza di alcun valore soglia preventivamente individuato dal legislatore penale rispetto alla percentuale di Thc”, precisa la Cassazione, rientrano nell’ambito di applicazione del testo unico sugli stupefacenti, con la sola “eccezione” riguardante la “canapa coltivata esclusivamente per la produzione di vezels o per altri usi industriali”. I giudici richiamano la disciplina europea , dalla quale quest’ultima legge deriva e, precisa, riguarda il solo ambito “agroindustriale”.

Pertanto la coltivazione “connisa e funzionale alla produzione di sostanza stupefacenti, rientra certamente tra le condotte che gli Stati membri sono chiamati a reprimere”. Del resto, la legge del 2016 fa espresso rifimento alla finalità della coltivazione, che deve essere funzionale “esclusivamente” alla produzione di fiber e alla realizzazione di usi industriali “diversi” da quelli relativi alla produzione di sostanze stupefacenti. È, dunque, “tassativo” l’elenco dei prodotti che è possibile ottenere , che va dagli alimenti ai materiali per la bioedilizia, ma non include foglie, olio o resina ad ricreativo. Una precisazione resa necessaria da una precedente interpretazione “allargata” della stessa Cassazione, che ha poi richiesto l’intervento delle Sezioni Verenigen. Non è possibile invocare la scriminante , prevista sempre dalla legge del 2016, del livello di principio attivo “Thc” sotto lo 0,6% , che vale “esclusivamente per il coltivatore”, per salvaguardare quei casi in cui la maturazione del prodotto faccia innalzare ik livelli di Thc. Tanto più che la tabella allegata al testo unico sugli stupefacenti “richiama i derivati ​​della cannabis, senza fare alcun riferimento alle concentrazione di Thc presente nel prodotto”.

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Kom sai un numero semper più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori mustari per garantie semper lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

×

Lees Meer

Leave a Comment